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Ecco come la mafia distrugge i Comuni del Sud

Ci sono diverse strategie per studiare l’impatto della mafia sulla società. Gli economisti si concentrano sugli aspetti quantitativi, fornendo stime precise sugli effetti della criminalità organizzata. Questo permette di stimare quale sia l’impatto delle mafie sull’economia di una certa comunità. Per esempio, uno studio [1] considera l’impatto della criminalità organizzata in due regioni, la Puglia e la Basilicata, dove la presenza delle organizzazioni mafiose era quasi del tutto assente prima degli anni Settanta. Si stima che nei successivi trent’anni il PIL di Puglia e Basilicata sia cresciuto del 20% in meno a causa del proliferare dei gruppi mafiosi.

Se la mafia ha un impatto tanto negativo sull’economia, è importante capirne i motivi. Uno dei canali, attraverso cui le mafie condizionano l’economia, è la politica.

  1. Le mafie attaccano i politici scoraggiando i candidati più istruiti

Scoraggiare candidati onesti e competenti è una delle strategie usate dalla mafia per influenzare le decisioni politiche. Nel periodo 1974-2014, 134 politici sono stati uccisi in Italia. Solo nel 2014, sono stati registrati 313 attacchi contro politici locali. L’omicidio di un politico può modificare profondamente la vita politica di una città. Per esempio, il livello d’istruzione dei politici comunali diminuisce del 20% dopo l’omicidio di un politico [2]. Si tratta di un cambiamento di lungo periodo, osservabile anche dopo tre-quattro legislature. Il calo nel livello d’istruzione della classe politica locale è probabilmente dovuto alla percezione di rischio legata all’entrare in politica, che porta gli individui più istruiti a prendere altre strade. Tuttavia, è possibile osservare anche l’effetto opposto quando la presenza mafiosa viene combattuta. Un altro studio [3], infatti, mostra come dopo lo scioglimento di un comune per mafia, il livello d’istruzione dei politici locali aumenti notevolmente. La conclusione sembra essere che i cittadini interessati ad entrare in politica valutano la presenza mafiosa come un elemento importante per decidere se candidarsi o meno, e che tale decisione può essere influenzata da scelte politiche, come lo scioglimento di un comune per mafia.

  1. I mafiosi sostengono il partito più forte

Un altro modo per assicurarsi dei politici innocui o collaborativi è portare dei voti al partito giusto. I gruppi mafiosi sembrano generalmente votare il partito favorito alle elezioni in modo da negoziare col vincitore. In linea con questa teoria, un’analisi[4] basata su dati siciliani studia i rapporti storici tra mafia e partiti nazionali, mostrando come la Democrazia cristiana abbia ricevuto sistematicamente più voti nei comuni a più alta densità mafiosa. Tuttavia, questo è avvenuto soprattutto a partire dagli anni ’70 quando: i) le elezioni a livello nazionale diventarono più competitive – e quindi ottenere dei voti era più prezioso; ii) la struttura della mafia siciliana diventò più centralizzata rispetto al passato, riuscendo quindi a mobilitare un elettorato più vasto.

  1. La mafia attacca dopo le elezioni

L’obiettivo ultimo delle organizzazioni criminali è quello di negoziare con governi compiacenti che non ostacolino le attività criminali e favoriscano, quando necessario, le attività criminali, per esempio, in termini di appalti, assunzioni o licenze commerciali. Quando non è possibile eleggere dei politici compiacenti, si passa alle minacce. Un momento strategico per farlo è subito l’elezione di un nuovo consiglio comunale, in modo da prevenire ogni policy avversa al gruppo mafioso fin dall’inizio della legislatura. Questo è quello che si osserva[5] studiando la frequenza di minacce e intimidazioni verso i politici locali negli ultimi anni. Il grafico in basso mostra la frequenza di attacchi verso i politici locali (minacce, intimidazioni e violenza fisica) rispetto al ciclo elettorale nelle regioni a più alta presenza mafiosa (Sicilia, Calabria e Campania). Il periodo con il numero maggiore di attacchi è il mese immediatamente dopo le elezioni locali (nel grafico, “1”). Analisi statistiche più elaborate mostrano che tali attacchi sono diretti soprattutto verso le nuove amministrazioni locali, che diventano fin dall’inizio un target per i gruppi criminali.

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  1. I comuni mafiosi spendono di più e sono inefficienti

Il passaggio finale di questa indagine riguarda gli effetti delle mafie sulle policy. Due studi[6] usando dati differenti arrivano alla stessa conclusione: il settore immobiliare e gli appalti sono settori chiave per le mafie. Nei comuni con un’alta presenza di organizzazioni criminali la spesa comunale in questi settori e la percentuale di lavoratori impiegati nel settore delle costruzioni aumentano. Il fatto che questa spesa sia inefficiente è evidenziato dal fatto che quando un comune è sciolto per mafia, nei comuni vicini si osserva una forte diminuzione nella spesa per investimenti[7]. Questo è particolarmente vero per i comuni limitrofi con più organizzazioni criminali attive. Quindi, sembra che nei comuni più a rischio, la presenza dei commissari in un comune vicino abbia un effetto preventivo, scoraggiando investimenti pubblici nei settori a più alta presenza mafiosa. Anche in questo caso, sembra che l’intervento legislativo dello scioglimento per mafia sia efficace nel combattere i legami tra mafia e politica.


[1] Pinotti, P. (2015). The economic costs of organised crime: Evidence from Southern Italy. The Economic Journal, 125(586), F203-F232. Chicago.

[2] Daniele, G. (2015). Strike one to educate one hundred: organized crime, political selection and politicians’ ability (No. 2015/37). Institut d’Economia de Barcelona (IEB).

[3] Daniele, G., & Geys, B. (2015). Organised crime, institutions and political quality: Empirical evidence from italian municipalities. The Economic Journal, 125(586), F233-F255.

[4] De Feo, G., & De Luca, G. (2013). Mafia in the ballot box. Mimeo.

[5] Daniele, G. & Dipoppa, G. (2016). Mafia, Elections and Political Violence. Mimeo.

[6] De Feo, G., & De Luca, G. (2013). Mafia in the ballot box. Mimeo; Di Cataldo, M. & Mastrorocco, N. (2016). Organised Crime within Politics: Evidence from Southern Italy. Mimeo.

[7] Galletta, S. (2016). Law enforcement, municipal budgets and spillover effects: Evidence from a quasi-experiment in Italy. Mimeo.

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