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Dario Fo e il «Barbiere» al Petruzzelli

Nel 1988, al teatro Petruzzelli di Bari, va in scena Il barbiere di Siviglia per la regia di Dario Fo, che aveva curato anche scene e costumi. La produzione aveva debuttato ad Amsterdam l’anno prima e quella nel politeama barese fu la prima rappresentazione italiana. Nell’Archivio Franca Rame Dario Fo sono conservati articoli di giornale e lettere che raccontano la reazione di pubblico e critica, gli appunti, le locandine, le lettere inviate dal Petruzzelli e la lettera che, oltre vent’anni dopo, Fo scrisse in ricordo di quell’allestimento. Ecco una selezione di questi documenti. La raccolta completa dei materiali sul Barbiere di Siviglia di Fo è invece disponibile qui.

Gli appunti e i disegni di Fo

Accanto al testo del libretto di Cesare Sterbini, si leggono gli appunti e gli schizzi di Fo.

 

La locandina

L’opera va in scena a Bari dal 16 al 21 febbraio. Il 13 febbraio, invece, Dario Fo presenta Mistero buffo.

Il confronto tra generazioni

Sul quotidiano Puglia, Viviana Siragusa racconta l’incontro con il pubblico che Fo aveva tenuto il giorno prima della «prima» nel foyer del politeama. Durante la conversazione gli chiesero anche un confronto tra la sua generazione e i giovani dell’epoca.

A Fo hanno chiesto anche di fare un confronto fra la sua generazione (quella dei combattenti, ha detto il ragazzo) e quella dei giovani d’oggi: «Non è che la nostra sia stata la generazione dei combattenti – ha detto Fo – c’erano anche gli opportunisti, è una generazione che ha avuto delle infamità di cui siamo responsabili quanto i vostri padri o i vostri nonni. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere in mano un foglio bianco. Tutto quella era passato era da buttar via e le cose che ci era stato proibito di conoscere arrivavano tutte insieme. Tutto si muoveva. Adesso si tende perlopiù ad applaudire il cinismo becero, l’arrangiarsi e ci si sorprende quasi quando a una manifestazione come quella di Roma pro-Palestina di alcuni giorni fa, partecipano cinquantamila persone. I mass media si stupiscono di vedere che i ragazzi non sono ancora rimbecilliti e hanno bisogno di solidarietà umana».

Il «Mistero buffo» e il pubblico barese

Prima del debutto del Barbiere di Siviglia, Fo porta in scena al teatro Petruzzelli anche un suo storico spettacolo, Mistero buffo. Un’occasione d’oro, scrive Puglia, per un pubblico definito poco abituato a quel tipo di comicità.

Il pubblico barese è accorso numerosissimo e eterogeneo e ha tributato a Dario Fo un vero trionfo. Abituato alla farsa casareccia, bonaria e popolaresca dei nostri comici, sembrava aver scoperto di nuovo, all’improvviso, che si può ridere anche con qualcosa di più impegnato delle battute sulla suocera o sullo scemo del paese.

Ad Amsterdam si sbellicano dalle risate, a Bari no

Nella recensione del Barbiere di Siviglia pubblicata su Panorama, il critico Lorenzo Arruga, che aveva assistito a entrambe le rappresentazioni, si domanda per quale motivo ad Amsterdam si sono sbellicati dalle risate, mentre a Bari no. Ecco la sua ipotesi:

C’è un guaio: il pubblico non ha riso, non ha dato che educati applausi o quieti silenzi. Perché mai? Perché la civiltà barese è, alle «prime», più torpida di quella d’Olanda? Io, che alla fine dello spettacolo ero assai malinconico, non lo penso. Penso che ad Amsterdam abbiano riso molto come accade quando la commedia dell’arte va all’estero, o vi arrivano le farse dove alla fine – ahi, come qui – i personaggi si trovano tutti assieme a tavola con tanto di tovagliolone, e in un collage di eccitanti situazioni si respira tutt’insieme la storia mitica dell’Italia terra del sole.
Mentre qui, dove abbiamo familiari già queste cose, non cerchiamo la celebrazione d’un genere teatrale perduto e fatto rivivere, ma proprio Il barbiere di Rossini.

 

La tournée in Brasile (con un aiuto olandese)

L’anno successivo lo spettacolo viene portato in tournée in Brasile nell’allestimento del Petruzzelli. In questa lettera, il direttore artistico del Petruzzelli Guido Pagliaro ne dà notizia a Fo. E ne approfitta anche per chiedere di intercedere con gli olandesi per recuperare più materiale possibile: «Ti prego di aiutare Giovanni e la nostra scenografa, Valeria Pinto, per tentare di “strappare”  più materiale possibile agli amici olandesi. Francamente non avevamo previsto di dover costruire tutta l’attrezzeria…»

I complimenti di Pinto

Subito dopo la «prima» brasiliana, Fo riceve i complimenti di Ferdinando Pinto, all’epoca presidente dell’ente Teatro Petruzzelli ma anche commissario del Teatro dell’Opera di Roma.

Il ricordo di Fo, 22 anni dopo

Nella notte tra il 26 e 27 ottobre 1991 l’interno del teatro Petruzzelli viene distrutto da un incendio. I tempi di ricostruzione saranno lunghissimi: il teatro riaprirà soltanto nel 2009. Nel 2000, viene chiesto da Dario Fo un testo per una pubblicazione dedicata al teatro: è così un’occasione per ricordare l’allestimento del Barbiere. Ecco un estratto e, sotto, il testo completo.

Avevo già messo in scena opere ad Amsterdam, a Parigi , alla Scala di Milano, in Brasile, ma a Bari è stata un’altra cosa. Per la prima volta, dopo tanti anni di lavoro, trovavo una situazione “all’antica italiana”, dove il macchinista è amico dello scenografo, quelle delle luci è il cugino, l’altro è un parente, l’altro ancora è da vent’anni che lavora lì, e c’è chi ha il padre e il nonno o il bisnonno che facevano quel lavoro: una situazione di rimando delle tradizioni e dell’artigianato. Un teatro dove tutto era artigianale fino all’inverosimile. Sono arrivato mentre si strutturavano scene piuttosto complesse: il capo macchinista, che era anche costruttore, insieme agli altri macchinisti, costruttori a loro volta, le assemblavano sul palcoscenico e le dipingevano sul posto. E la cosa straordinaria era la disponibilità , la capacità di adattamento per far marciare le cose. Non ho mai sentito dire da nessuno di loro: “É troppo difficile”, “É impossibile”, anzi, ad ogni problema esclamavano: “Si può fare, troveremo di sicuro la soluzione!”

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