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Da post-verità a Brexit, tutte le parole dell’anno nel mondo

Come da tradizione, in tutto il mondo diversi dizionari, giornali, siti di informazione, centri studi e istituzioni culturali eleggono a verso dicembre la loro parola dell’anno. Gli Oxford Dictionaries hanno scelto per esempio post-truth, aggettivo (usato però anche come sostantivo), il dizionario Cambridge ha scelto paranoid, il Collins Brexit. In Austria è stata selezionata una parola lunga 52 caratteri, in Olanda è stato scelto un termine che indica un videoblogger i cui video sono caratterizzati da atti di bullismo. L’associazione americana degli inserzionisti ha invece eletto «trasparenza» come parola del 2016.

Ecco dunque la lista delle parole e caratteri del 2016 scelte  dall’Australia alla Cina, dall’Austria alla Svizzera (dove è stato eletto il segno dell’anno nel linguaggio dei sordi). Probabilmente la più significativa è la parola scelta da John Kelly su Slate: è proprio 2016, un numero che basta da solo a descrivere se stesso, un termine che «ha smesso di diventare un oggetto per diventare un soggetto».

  • Australia – Australian National Dictionary Centre
    democracy sausage (tradizionale panino con salsiccia venduto fuori dai seggi durante il giorno delle elezioni in Australia)
  • Austria – Karl-Franzens-Universität Graz
    Bundespräsidentenstichwahl-Wiederholungsverschiebung (rinvio della ripetizione del ballottaggio per le elezioni presidenziali – in Austria)
  • Cina – The National Language Resources Monitoring and Research Center, Commercial Press, People’s Daily Online
    规 – gui (carattere dell’anno che indica «regola» o «regolamento»)
  • Cina – The National Language Resources Monitoring and Research Center, Commercial Press, People’s Daily Online
    小目标 – xiao mubiao (parola dell’anno: significa «piccolo obiettivo»)
  • Filippine – National Conference on Language
    fotobam (inserirsi in una fotografia, rovinandone il risultato)
  • Francia – Le festival du mot – Mot de l’année
    réfugiés (rifugiati)
  • Germania – Gesellschaft für deutsche Sprache
    postfatktish (postfattuale)
  • Giappone – Jiyu Kokumin Sha
    神ってる – kamitteru (divino: parola colloquiale molto usata dai bambini che è diventata di uso comune in Giappone)
  • Giappone – Japan Kanji Aptitude Testing Foundation
    金 – kin (carattere kanji, usato nella lingua giapponese, che indica denaro o anche oro)
  • Norvegia – Language Council of Norway
    hverdagsintegrering («integrazione quotidiana»)
  • Nuova Zelanda – Public Address
    post-truth («post-truth» è stata votata come parola dell’anno anche dalla community di blog neozelandese Public Address)
  • Olanda – Van Dale
    treitervlogger (videoblogger che realizza video in cui compie atti di bullismo)
  • Regno Unito – Oxord Dictionaries
    post-truth (aggettivo che «si riferisce o denota le circostanze in cui i fatti oggettivi hanno meno influenza nell’orientare l’opinione pubblica rispetto agli appelli emotivi e alle convinzioni personali»)
  • Regno Unito – Cambridge Dictionary
    paranoid (la ricerca della parola sul sito del dizionario Cambridge è aumentata di 4 volte rispetto alle ricerche del 2015)
  • Regno Unito – Collins
    Brexit (parola che indica l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea: «è il contributo politico più importante alla lingua inglese in oltre 40 anni»)
  • Regno Unito – Separated by a Common Language US-to-Uk Word of the Year
    gerrymander (metodo usato per ridisegnare i confini dei distretti elettorali a proprio favore: è un termine americano che quest’anno è stato usato anche nel Regno Unito, e per questo è stato scelto come parola dell’anno da un linguista americano che studia il rapporto tra l’inglese americano e l’inglese britannico)
  • Russia – Expert Council of the Centre for Creative Development of the Russian Language
    брекзит – Brekzit (traduzione russa di Brexit, parola scelta da un comitato di esperti guidato dallo studioso Mikhail Epstein)
  • Stati Uniti – Ana (Association of National Advertisers)
    transparency (parola scelta dall’associazionale americana degli inserzionisti)
  • Stati Uniti – Slate.com
    2016 (lo studioso John Kelly ha indicato lo stesso numero 2016 come parola più adatta a descrivere il 2016)
  • Stati Uniti – Merriam-Webster
    surreal (la ricerca della parola sul dizionario online è aumentata in modo significativo dopo l’elezione di Trump)
  • Stati Uniti – Dictionary.com
    xenophobia (il dizionario online ha registrato un picco di ricerche della parola, in particolare all’indomani del referendum sulla Brexit)
  • Stati Uniti – Geoff Numberg – NPR
    normal (il linguista americano Geoff Numberg ha scelto «normal» come parola in un anno «che è stato tutto fuorché normale»)
  • Stati Uniti – Marist Poll Most Annoying Word of the Year
    whatever (è la parola che irrita di più gli americani secondo un sondaggio dell’istituto americano Marist Poll)
  • Svizzera – Federazione svizzera dei sordi
    Donald Trump (segno) (il segno, in lingua LIS, è stato ispirato dai capelli del neopresidente degli Stati Uniti)
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