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Il paese dei curdi

Sabato 11 marzo sarà inaugurata nell’Urban Center di Rovereto (Trento) la mostra fotografica Il paese dei curdi di Lorenzo Meloni, a cura dell’associazione Zona. L’esposizione è prodotta da FotoLeggendo, Umbria World Fest e Fondazione Di Vagno. Il fotoreporter romano Lorenzo Meloni, nato nel 1983, ha documentato il Rojava – i tre cantoni laboratorio di autogoverno curdo nati nel 2012 dalla guerra contro il regime di Assad – e la città di Kobane, oggi simbolo della guerra dell’Occidente contro l’Isis. Pubblichiamo un testo di presentazione della giornalista Sofia Barbarani Campello dal titolo «Rojava: una proposta di democrazia in Siria».

011 Meloni - Kobane

Siria, Ayan Al Arab (in curdo: Kobane), dicembre 2014 – Un gruppo di combattenti Peshmerga – foto Lorenzo Meloni

I curdi siriani rappresentano circa il 10% della popolazione e risiedono principalmente in tre cantoni del settentrione: Jazeera, Kobane e Afrin. Queste enclavi autonome sono state sostanzialmente abbandonate nel 2012 dal presidente Bashar al-Assad e l’amministrazione è passata ai curdi, in particolare al PYD, il Partito dell’Unione Democratica. A oggi, hanno organizzato dei ministeri propri, tra i quali economia, esteri e agri-coltura. Come per i curdi iracheni, anche la politica del Rojava è motivata dal conflitto tra il PYD (Partito dell’Unione Democratica) e i partiti di opposizione, sostanzialmente ignorati ma critici verso le tendenze autoritarie del PYD.

Le forze militari curde, conosciute come Unità di Protezione Popolare, hanno guidato per oltre due anni la battaglia siriana contro lo Stato Islamico. In conformità con la convinzione del leader del PKK – il Partito dei Lavoratori del Kurdistan – Abdullah Ocalan sull’emancipazione femminile, le donne curde ricoprono incarichi importanti sia nell’esercito che nelle forze di sicurezza. Nonostante ci siano i mezzi per la realizzazione di un’economia fattibile sul fronte agricolo e petrolifero, l’embargo turco sul Rojava e il conflitto in corso nel sud si sono tradotti spesso nell’assenza di materie prime per i curdi siriani.

Kobane

Siria, Ayan Al Arab (in curdo: Kobane), dicembre 2014 – Il mercato centrale di Kobane distrutto dai mortai – foto Lorenzo Meloni

I curdi del Rojava, a differenza della loro controparte irachena, non insistono sulla creazione di uno stato indipendente, ma su una maggiore autodeterminazione nell’ambito di una Siria unitaria. Tuttavia, viste le insanabili fratture sociali dopo quattro anni di guerra civile, la prospettiva di uno stato siriano unitario sembra improbabile. Per molti quella verso un Rojava indipendente è l’unica strada percorribile.

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